Oggi, Brembate di Sopra piange la scomparsa di Don Corinno Scotti, figura centrale nella comunità durante il dramma di Yara Gambirasio. Il parroco, scomparso all’età di 84 anni, aveva guidato la comunità con parole di speranza e unità nei momenti più bui. La sua eredità rimarrà indelebile.
Don Corinno, nato a Morengo nel 1939, è stato un sacerdote dedicato, noto per la sua umanità e la sua capacità di unire le persone. Durante l’omelia del 27 febbraio 2011, le sue parole risuonarono forti: “Nelle favole tutto finisce bene, ma adesso sappiamo cosa è un orco”. Un messaggio che ha toccato profondamente il cuore della comunità.
La sua presenza è stata un faro di speranza nei 93 giorni di angoscia dopo la scomparsa di Yara. Con grande delicatezza, ha invitato i suoi parrocchiani a trasformare il dolore in riflessione, dicendo: “Ora Yara è un angelo”. Le campane del paese suoneranno a festa in suo onore.

Dopo l’arresto di Massimo Bossetti nel 2014, Don Corinno espresse sgomento, sottolineando la difficoltà di accettare che una persona apparentemente normale potesse compiere un crimine così atroce. Con saggezza, invitò a non cedere alla vendetta, ricordando le parole del padre di Yara.
La scomparsa di Don Corinno segna la perdita di una guida spirituale per Brembate di Sopra. I funerali si terranno mercoledì a Morengo, un momento di grande commozione per chi lo ha conosciuto e amato. La comunità si riunirà per onorare la sua memoria e il suo impatto.
Resta ora una domanda cruciale: quale sarà l’eredità che Don Corinno lascerà a questa comunità? Le sue parole e il suo esempio continueranno a ispirare le generazioni future. La storia di Brembate di Sopra non si chiude qui; la comunità continuerà a riflettere sul suo insegnamento.
Torneremo a parlare di questa vicenda. Restate con noi per scoprire come si chiuderà questo capitolo doloroso, ma anche di speranza, della storia di Brembate di Sopra.